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Realizzare il pieno potenziale e il contributo dei gruppi e dei team alla vita sociale, esplorando la realtà di gruppo da una prospettiva esterna orizzontale e interna verticale.

VERSO UNA COSCIENZA DI GRUPPO

Ritengo giusto, al termine di un Convegno di Psicosintesi sociale, analizzare brevemente quello che è l’avvenimento sociale per eccellenza della nostra epoca: l’avvento di una “coscienza di gruppo”, o sociale, come fenomeno graduale ma inequivocabile che si sta manifestando nell’animo degli uomini più pronti a recepirlo.
È certo che un avvenimento di questo genere, ove tendesse a diffondersi, produrrebbe il superamento dell’innato egotismo personale e 1’annullamento di quel radicato senso di separatività che spinge da sempre gli uomini all’ostilità e alla combattività reciproca. D’altra parte non è possibile uscir fuori da alcune situazioni se non intravedendo una soluzione che stia oltre la situazione stessa.

E la separatività attuale non può essere superata altro che dall’esperienza interiore d’appartenenza ad una stessa entità che trasformi conseguentemente la nostra coscienza da individuale a collettiva.

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COSCIENZA DI GRUPPO, COSCIENZA COLLETTIVA

Il mese astrologico del Leone sta volgendo al termine, e quindi sarà bene riprenderlo in esame. Riprendendo in particolare l’argomento dell’individuo, del gruppo, e dell’universale. Per prima cosa, operiamo una distinzione fra la coscienza collettiva e la coscienza di gruppo. Non solo sono diverse, ma addirittura opposte. La coscienza collettiva riaffonda all’indietro, è una regressione a un livello di consapevolezza pre individuale. Invece una coscienza di gruppo è la coscienza di un gruppo composto di individui autocoscienti, il che è una cosa del tutto diversa.

Lo stesso dicasi per la distinzione con l’universale. Quando parliamo dell’Universale, nella nostra prospettiva intendiamo l’insieme dell’Umanità planetaria. Ma questo è l’universale per noi, non certo per il cosmo. Per cui questa universalità è molto relativa, e questo ci porta infine al livello cosmico.

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IL GRUPPO COME MAGNETE

Un magnete è un attrattore, cioè un elemento in grado di attrarre e di farsi attrarre. Sul piano fisico ne troviamo un esempio molto semplice nella calamita che attrae la limatura di ferro e la dispone entro il proprio campo di influenza. Sul piano psichico ogni persona agisce, consapevolmente o inconsapevolmente, come un attrattore, cioè attrae verso di sé ciò che corrisponde alla propria natura profonda, sia che si tratti di altri esseri, che di opportunità, che di ostacoli. Quello del magnetismo dunque è un fenomeno sia fisico che psichico, che opera in modo automatico ed è ciò che rende la nostra vita ciò che è, con la sua sfera di relazioni e di eventi.

Attraverso lo sviluppo della consapevolezza e la conseguente attivazione di tutte le componenti del proprio essere verso una crescita mirata, orientata e finalizzata, il magnetismo è destinato a crescere esponenzialmente: in tal modo la persona può diventare un vero e proprio attrattore, e la sua manifestazione nel mondo in termini di opere e relazioni si arricchirà notevolmente. Il più delle volte tale persona sarà anche un punto di riferimento per altri, in modo collegato al suo specifico campo di azione.

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Il LAVORO A STELLA

Andiamo ora a vedere come si svolge il lavoro del gruppo che sceglie di adottare il modello della stella a sei punte ( e sette vertici) come strumento. Una premessa fondamentale è che i partecipanti abbiano una certa conoscenza dei 7 Raggi e delle loro qualità, e che abbiano esplorato sufficientemente se stessi alla luce di questa caratterizzazione tipologica. Non è necessario sapere con precisione qual è la propria struttura in base ai Raggi, ma per lo meno aver riconosciuto in sé la presenza di certe caratteristiche che propendono per un Raggio piuttosto che per un altro. Tale auto – percezione consente alla persona di allinearsi facilmente alle qualità che ogni funzione richiede.

OBIETTIVI
*L’obiettivo fondamentale è quello di creare un’attività di Servizio basata sul collegamento fra il nostro pianeta e l’universo che lo contiene, e che ne utilizzi le energie.
*Favorire, attraverso un ritmo meditativo comune, la costruzione della coscienza di gruppo.
*Consentire ai partecipanti di riconoscere e percepire con maggior chiarezza qualità e funzioni specifiche di raggio con riferimento all’Insegnamento del Maestro Tibetano.
*Potenziare l’effetto della Grande Invocazione collegandola ai ritmi del sole sul nostro pianeta.

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COSCIENZA DI GRUPPO- TRASCENDENZA

Coscienza di gruppo: scopo e proposito comune, sforzo comune, attività comune. Esempio: un’orchestra durante un’esecuzione – ogni orchestrale è mischiato e fuso con gli altri nel processo sintetico pur conservando la sua identità e consapevolezza individuale. Questa è la sinfonia cosmica. È già composta, adesso viene eseguita nel tempo. In questo momento, durante questa seduta, noi tre siamo (parzialmente) coscienti del gruppo nel nostro tentativo di comprendere, realizzare e raggiungere la “coscienza di gruppo”.

Tre simultanei livelli di vita e coscienza o consapevolezza: uno, individuale; due, gruppo; tre, universale (relativamente). Ciò che chiamiamo “universale” è in realtà una coscienza di gruppo molto allargata. Si estende fino alla coscienza planetaria della Gerarchia, ma anche questa non è “universale”. È confinata nell’“anello invalicabile” planetario, e lo stesso vale per qualsiasi realizzazione sempre più ampia: solare, zodiacale.

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VITA DI GRUPPO

In questo momento possiamo osservare una crescente tendenza verso la creazione di gruppi di vario genere e verso l’integrazione e l’assorbimento dell’individuo in tali gruppi. La coscienza e la vita di gruppo rappresentano un deciso progresso rispetto all’atteggiamento individualistico ed ego-centrato dell’uomo medio, ma, come ogni altro sviluppo, anche questo può facilmente essere male interpretato, esagerato e pervertito, usato male. Alcuni di questi rischi e applicazioni errate si stanno manifestando drammaticamente in questo momento sotto i nostri occhi.
È dunque importante riflettere chiaramente sull’argomento, e cercare di renderci conto di ciò che un gruppo realmente è, di come si forma e si sviluppa, e di quale dovrebbe essere il giusto rapporto tra ciascuno dei suoi componenti e le altre unità, tra ogni unità e l’intero gruppo, e tra il gruppo e altri gruppi.

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